SPORT. Olimpiadi Milano-Cortina, sale l’attesa
A meno di un mese dalle Olimpiadi invernali 2026 il Presidente della Fondazione Milano Cortina Giovanni Malagò parla a RDS di ore frenetiche.
“La sensazione è un bellissimo manicomio. Dico bellissimo perché ovviamente è stimolante è saltante, c’è una carica di energie, di entusiasmo ma di anche di felicità nel vedere che alcune tematiche, alcune problematiche si sono risolte e al tempo stesso come sostenuto tutto questo periodo di senso della responsabilità, senso del dovere perché oggettivamente diciamo questo tipo di organizzazione è molto molto complesso. Perché ovviamente è un unicum Non ha confronti con nessun altro tipo di manifestazione sportiva, ma non solo sportiva”.
Sugli ultimi giorni della preparazione all’ evento, il Presidente della Fondazione Milano Cortina ribadisce che “C’è necessità non solo di non allentare minimamente l’ attenzione e soprattutto di capacità di risolvere i problemi guardare fino all’ultimo perché le tematiche sono anche quelle che magari uno non ha immaginato o previsto che fanno parte del diciamo della straordinarietà di questo tipo di evento”.
La doppia location è una sfida nella sfida. Le parole di Giovanni Malagò a Gianluca Teodori.
Sulla cerimonia di apertura a San Siro. “Per una Olimpiade invernale normalmente non hai uno stadio con una capienza così importante 70 75.000 spettatori. Sappiamo benissimo che è stato un elemento che ha dato valore aggiunto nella candidatura”.
Ancora Malagò:
L’ impianto più controverso alla fine sarà al centro dei Giochi: la pista di bob di Cortina. E poi c’è la Ice Arena di Santa Giulia a Milano.
Giovanni Malagò:
Sulle speranze azzurre: “Io sostengo sempre questa tesi: uno può organizzare un grandissimo evento in un modo perfetto e poi rimane sempre invece il ricordo, il pensiero che le cose non sono andate bene e tu non hai fatto risultati sportivi come paese ospitante. Pensate ai Mondiali di calcio del 1990.
Non mi sento di dire che se la squadra italiana non facesse bene è responsabilità del CONI, perché io sono stato presidente fino a pochi mesi fa, quindi oneri e onori in tutti i sensi, la mia impostazione credo di averla data. Sono state vinte 17 medaglie l’ultima volta in Giappone, è stato il secondo record di tutta la storia, per me si può andare sempre in doppia cifra con due davanti”.
Però ci sono delle variabili “Nello sport invernale ancora di più delle altre competizioni, veramente ci sono tante cose che possono sembrare un terno al lotto però insomma, non è che se tu sei diciamo favorito automaticamente come in altre discipline come il nuoto o l’atletica diciamo quel tipo di ranking spessissimo viene rispettato. Perché condizioni atmosferiche, di neve di visibilità, quando tu hai un tot di atleti che possono vincere delle medaglie, ce ne sono sempre altri che possono andare a medaglia se qualcuno dei favoriti non centra l’ obiettivo” “La squadra italiana ha comunque un grande potenziale medaglie”.
Per info: il sito di Milano Cortina 2026
Immagine di copertina: LaPresse