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Starbucks, a Milano il locale più grande di tutta Europa: torrefazione di 2500 mq in Cordusio

Entro la fine del prossimo anno, Milano avrà il suo primo Starbucks.

Il colosso del frappuccino, infatti, ha finalmente ufficializzato la location del proprio primo, storico, locale italiano, che sorgerà nel palazzo delle Poste di piazza Cordusio, otre 2400 metri quadrati, dove è stato svelato un enorme telone con la frase – firmata dall’ad di Starbucks, Howard Schultz – “il mio sogno si sta avverando”.

L’impronta scelta per il locale è quella della “Roastery”, torrefazione: “Costruiremo una vera fabbrica del caffè e un centro di panificazione con l’alleato italiano Princi – ha spiegato Schultz -. Sarà il negozio più grande d’Europa”.

Lo stesso Schultz ha incontrato a palazzo Marino il sindaco di Milano, Beppe Sala, l’assessore Pierfrancesco Maran, il ministro Maurizio Martina e l’imprenditore Percassi – partner in affari – per presentare il progetto e per iniziare a prendere confidenza con la città.

“C’è voluto tempo per trovarlo, ma la prima volta che sono passato davanti all’edificio di piazza Cordusio – ha raccontato in una nota l’ad – ho capito che sarebbe stato il posto perfetto per dare onore all’artigianalità del caffè e dare omaggio alla cultura italiana”. Cultura che sarà omaggiata anche con la creazione, firmata Starbucks, di cinque nuovi caffè, oltre al tradizionale – e immancabile – espresso.

Proprio Schultz, poi, ha voluto dire la sua sul “caso palme”, le piante comparse in piazza Duomo – proprio grazie alla sponsorizzazione della catena americana – che tanto hanno fatto discutere, spingendo addirittura qualche vandalo a bruciarne una.

“Il dibattito sulle palme ci ha stupiti – ha ammesso l’amministratore delegato -. Quando entriamo in una città nuova, soprattutto in una interessante e dinamica come Milano, vogliamo dare subito qualcosa alla comunità. Lo facciamo prima di aprire la caffetteria, è una sorta di captatio benevolentiae e anche per questo la reazione ci ha stupiti così tanto”.

Il sindaco Beppe Sala, però, è ben felice di aprire le porte a un’azienda mondiale. “Come sindaco e come cittadino di Milano – ha commentato – per me è un piacere che un’azienda internazionale abbia deciso di investire nella nostra città, scegliendo il famoso palazzo delle Poste per il suo primo negozio in Italia”.

“Voglio dare il benvenuto a Starbucks e ringraziare – ha concluso Sala – Howard Schultz per aver scelto Milano”.
Quella tra Milano e Starbucks, ha promesso Schultz, sarà una storia lunga.

Già dal prossimo anno, infatti, dopo l’apertura del locale di Cordusio, in città dovrebbero arrivare altri bar, gestiti direttamente dal gruppo Percassi.

Il colosso americano, per ora, assumerà trecentocinquanta lavoratori a Milano, garantendo loro – ha assicurato l’amministratore delegato – stipendi più alti della media e stabilità.

Il tutto, ha assicurato Schultz, con un occhio rivolto alla protesta anti Trump – Starbucks aveva annunciato massicce assunzioni di immigrati negli Usa – e con un occhio rivolto agli italiani che non vivono un periodo facile. “Ho strappato la promessa di creare occupazione a Milano – ha spiegato l’ad dell’azienda a palazzo Marino – non solo per i migranti, ma anche per i milanesi in difficoltà”.

In tutti i locali Starbucks, proprio a partire da quello di Cordusio, saranno venduti i prodotto di Princi, la storica panetteria milanese che ha stretto un accordo con i re del frappuccino.

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