Milano, allarme terrorismo a Capodanno

Notte di Capodanno. Un albergo di lusso. Cinquemila invitati a una festa. Tre marocchini svaniti nel nulla dopo aver prenotato tre stanze spendendo 800 euro. E la paura di un attentato di matrice jihadista, fortunatamente non consumato e rientrato nel giro di poche ore. È una vicenda ancora poco chiara quella che ha fatto scattare, il 31 dicembre 2017, uno degli allarmi terrorismo più imponenti degli ultimi anni.

Tutto inizia il giorno di Natale quando tre marocchini si presentano alla reception di un albergo a quattro stelle in zona Stephenson (Nord-Ovest di Milano). Vogliono prenotare una camera per tre notti a cavallo dell’ultimo dell’anno, ma i dipendenti dell’albergo spiegano che la struttura è al completo: nessuna camera libera, se non quelle riservate ai clienti delle piattaforme delle prenotazioni online. E nelle ore seguenti vengono bloccate via web tre stanze: due da 95 euro e una suite da 600. Dopo la prenotazione il silenzio: nessuno dei tre si fa più vivo.

Un fatto anomalo che insospettisce gli stessi dipendenti che nel pomeriggio del 31 dicembre segnalano il fatto alle autorità. Tre camere prenotate, pagate e senza nessun ospite. A un primo sguardo non sembra nulla di particolarmente interessante, ma l’elemento chiave che fa sobbalzare i carabinieri arriva alla fine della telefonata: “Nell’albergo di fronte ci sarà un’enorme festa per il veglione con sale trasformate in discoteca e 5mila persone che balleranno fino all’alba. Non vorrei che ci fosse qualche pericolo”.

I carabinieri, dopo aver condiviso l’informazione con le altre forze dell’ordine e Roma, iniziano a lavorare sulla segnalazione e scoprono che il ragazzo che ha prenotato la stanza, un marocchino residente nel centro Italia, non è uno “sconosciuto”: molto tempo fa aveva avuto un contatto informatico con un marocchino arrestato in Francia nel 2016 in un’indagine su una cellula islamista e fortemente indiziato di essere affiliato all’Isis. E poi c’è un numero di telefono, usato dal giovane ma intestato a un pakistano mai esistito. E il segnale del telefono viene seguito dai militari competenti nel territorio in cui il nordafricano vive. Ricerche senza alcun esito, ma ancora in corso.

Nel frattempo sul posto erano al lavoro i carabinieri che, in borghese, hanno controllato tutti i presenti (2mila persone). Ma oltre a loro erano pronti a entrare in azione anche i reparti speciali dell’Arma, le Api e le Sos, creati appositamente dopo l’attentato al Bataclan. Ma per fortuna non c’è stato alcun bisogno.

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