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La Guida Michelin 2018, chi sale e chi scende

È uscita la 63esima Guida Michelin Italia, la bussola che da anni aiuta gli amanti della buona cucina a orientarsi nel panorama dei migliori ristoranti italiani, premiati dall’assegnazione delle famose “stelle”.

Nell’edizione 2018 la novità più grande è rappresentata dal ristorante diretto dallo chef Norbert Niederkofler , il St.Hubertus di San Cassiano (Alta Badia), che ottiene ben 3 stelle Michelin.

Altri 8 locali hanno 3 stelle: Piazza Duomo ad Alba, Da Vittorio a Brusaporto, Dal Pescatore a Canneto Sull’Oglio, Reale a Castel di Sangro, Enoteca Pinchiorri a Firenze, Osteria Francescana a Modena, La Pergola a Roma, Le Calandre a Rubano.

L’altra grande notizia riguarda invece due importanti ristoranti milanesi che perdono una stella ciascuno: il primo è quello di Carlo Cracco, uno dei chef più conosciuti e amati della televisione italiana, che paga forse il cambio di sede, mentre il secondo appartiene a Claudio Sadler che ha affidato a Instagram, e a un pizzico d’ironia, la propria reazione: “Oggi ho perso il primato di permanenza delle due stelle continuative di Milano, 14 anni, si torna a una stella, un incidente di percorso. Siamo al pronto soccorso, ma guariremo presto, prometto”.

Anche Cracco ha preso il declassamento con filosofia: “Il mio staff ed io siamo tranquilli. In caso di cambi importanti, lasciare o sospendere le stelle è a discrezione della guida. Noi stiamo lavorando tantissimo ai nuovi progetti e non vediamo l’ora di accogliere i clienti nella nuova sede milanese in Galleria a gennaio”.

Il totale dei ristoranti stellati sale così a 356. La Lombardia è la regione che registra il numero maggiore di novità, 7, e di ristoranti, 63. Medaglia d’argento per la Campania, 41 ristoranti. Terza posizione per il Piemonte, 40 ristoranti. Seguono il Veneto, 38 ristoranti; la Toscana, 35 ristoranti. Roma, Napoli e Milano restano le province “stellate” d’Italia seguite da Bolzano e Cuneo.

 

 

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